Ta Prohm: il tempio tra le radici degli alberi
A Ta Prohm le radici degli alberi scendono lungo le mura, avvolgono i portali e attraversano le gallerie di un antico monastero khmer. Il risultato è uno dei luoghi più riconoscibili di Angkor, ma non è soltanto uno scenario fotografico: dietro quelle pietre ci sono la storia di Jayavarman VII e un delicato lavoro di conservazione. Ti portiamo alla scoperta del tempio, con le informazioni aggiornate per organizzare la visita.

©️ @Jakub Hałun – Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0
La storia di Ta Prohm, il monastero reale
Ta Prohm fu consacrato nel 1186 per volontà di Jayavarman VII, il sovrano buddhista che fece costruire anche la città di Angkor Thom e il tempio del Bayon. Il nome originale era Rajavihara, cioè “monastero reale”; quello attuale significa invece “Antico Brahma”. Il complesso era un monastero e un centro di studio del buddhismo Mahayana, non un semplice luogo di preghiera.
Il santuario principale era dedicato a Prajnaparamita, la personificazione della Perfezione della Saggezza, che il re identificava con sua madre. Alcuni anni dopo Jayavarman VII avrebbe dedicato Preah Khan a suo padre, associandolo alla figura di Lokesvara. I due complessi formano così una coppia di monumenti legata sia alla devozione religiosa sia alla famiglia del sovrano.
La cinta esterna del Ta Prohm delimita un’area di circa un chilometro di lunghezza per settecento metri di larghezza. All’interno si susseguono gallerie concentriche, torri angolari, cortili e porte monumentali chiamate gopura. L’ingresso rituale si trovava a est, mentre oggi molti percorsi di visita si avvicinano al complesso da ovest: conoscere questa differenza aiuta a leggere l’organizzazione del sito, che non nasce come un edificio isolato ma come un monastero attraversato da percorsi e spazi comunitari.

©️ @Diego Delso – Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0
Quando gli studiosi e i restauratori europei iniziarono a occuparsi di Angkor nel XIX secolo, Ta Prohm si presentava già stretto dalla vegetazione. Si scelse di conservarne l’aspetto di rovina avvolta dalla foresta, intervenendo per stabilizzare il monumento senza eliminare tutti gli alberi. Questa decisione lo rese diverso da molti altri monumenti di Angkor e spiega l’atmosfera che ancora oggi lo contraddistingue.
Gli alberi del Ta Prohm e i restauri
Gli alberi più fotografati sono gli spung (Tetrameles nudiflora), grandi alberi tropicali con imponenti radici superficiali, insieme ai fichi strangolatori che crescono agganciandosi alle strutture. Le radici seguono le fessure tra i blocchi di arenaria, scendono lungo gli architravi e sembrano trattenere le mura. In realtà il rapporto è più complesso: alcune radici offrono un sostegno temporaneo, ma il loro peso e la loro crescita possono spostare le pietre e aggravare i danni del tempo.

©️ @Diego Delso – Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0
Per questo motivo il Ta Prohm non è un luogo lasciato all’abbandono. Dal 2003 l’APSARA National Authority collabora con l’Archaeological Survey of India per documentare e consolidare le strutture, migliorare il drenaggio e monitorare la salute degli alberi. Gli interventi cercano un equilibrio tra la sicurezza dei visitatori, la conservazione della pietra e la tutela della vegetazione che rende unico il complesso.
I lavori sono ancora una presenza concreta durante la visita. Nel 2026 i restauri hanno interessato le porte est e sud: un’ispezione congiunta del 14 ottobre ha confermato che entrambi i cantieri erano ancora in corso. Potresti quindi trovare impalcature, pietre numerate o deviazioni localizzate. Segui i cartelli e i percorsi indicati dal personale, senza superare le transenne: servono a proteggere sia te sia le strutture più fragili.
Cosa vedere a Ta Prohm
La visita indicata dall’APSARA richiede da un’ora a un’ora e mezza, ma ti consigliamo di non ridurla alla sola ricerca dell’albero più famoso. Il percorso attraversa gallerie con luci molto diverse, cortili aperti e passaggi dove i blocchi crollati mostrano la fragilità del monumento. Fermati a osservare gli architravi e i frontoni: molti conservano decorazioni naturalistiche e tracce delle immagini buddhiste che un tempo animavano il monastero.
La Sala dei Danzatori è uno degli ambienti più particolari. Il suo restauro ha permesso di recuperare una struttura gravemente deteriorata senza rimuovere i grandi alberi presenti al suo interno. Lungo le pareti puoi osservare anche le devata, figure femminili celesti scolpite con acconciature, gioielli e dettagli ornamentali diversi. Sono un invito ad avvicinare lo sguardo alla pietra, senza toccarla, per apprezzare il lavoro degli scalpellini khmer.

©️ @Diego Delso – Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0
Una parte della fama internazionale di Ta Prohm arriva anche dal cinema. Alcune scene di Lara Croft: Tomb Raider, il film del 2001 con Angelina Jolie, furono girate qui e ancora oggi molti viaggiatori lo chiamano “il tempio di Tomb Raider”. Il richiamo cinematografico è comprensibile, ma la visita offre molto di più: la storia religiosa, l’architettura e il rapporto tra conservazione e natura raccontano un luogo ben più antico e complesso del suo ruolo sullo schermo.
Biglietti, orari e consigli per la visita
Secondo la scheda ufficiale dell’APSARA, Ta Prohm apre tutti i giorni dalle 7:30 alle 17:30. Per visitarlo con più tranquillità, il nostro consiglio è di arrivare attorno all’orario di apertura oppure nel tardo pomeriggio, lasciandoti almeno un’ora e mezza prima della chiusura. All’apertura la luce filtra meglio tra le gallerie e il caldo è generalmente meno intenso.
L’ingresso è compreso nell’Angkor Pass, necessario per i visitatori stranieri e acquistabile sul portale ufficiale di Angkor Enterprise oppure presso la biglietteria autorizzata. Le tariffe attuali sono:
- Pass da 1 giorno: 37 dollari.
- Pass da 3 giorni: 62 dollari.
- Pass da 7 giorni: 72 dollari.
I bambini sotto i dodici anni entrano gratuitamente, ma devi poter dimostrare la loro età con il passaporto. Il pass è personale e va mostrato ai controlli; nella nostra guida ai biglietti di Angkor trovi le modalità di acquisto e le regole generali del parco.
Per la visita indossa scarpe chiuse con una suola aderente: i gradini sono irregolari e, durante la stagione delle piogge, alcune superfici possono diventare scivolose. Porta una bottiglia d’acqua e proteggiti con un cappello nei cortili esposti al sole. Scegli abiti che coprano spalle e ginocchia, non salire sui blocchi o sulle radici e non toccare i rilievi. L’uso dei droni è vietato senza un’autorizzazione specifica.

©️ @Jakub Hałun – Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0
Ta Prohm si trova circa un chilometro a est di Angkor Thom e fa parte del Piccolo Circuito. Puoi abbinarlo al Bayon e ad Angkor Wat nella stessa giornata, usando Siem Reap come base. Noi di Easy Travel Group lo inseriamo nella visita di Angkor Wat e del Piccolo Circuito, che unisce i monumenti principali con una guida e un percorso già organizzato.
Ta Prohm merita una visita attenta, non soltanto una fotografia davanti alle radici. Quando attraversi le sue gallerie, prova a immaginare il monastero del XII secolo e osserva il lavoro necessario per conservarlo oggi. Se vuoi inserire il tempio in un viaggio su misura in Cambogia, Contattaci: ti portiamo alla scoperta di Angkor con ritmi adatti al tuo itinerario.
Bayon: gli enigmatici volti di Angkor Thom
Cambogia a dicembre: clima, eventi e dove andare
Cambogia in 10 giorni: templi, città e mare