Beng Mealea: il tempio nella giungla ha un nuovo accesso

Il tempio di Beng Mealea, sommerso dalla giungla a circa un'ora da Siem Reap, ha un nuovo accesso: la passerella in legno, i biglietti e come arrivare.

Pubblicato il · La Redazione di Vacanze in Cambogia

Beng Mealea: il tempio nella giungla ha un nuovo accesso

C’è un luogo in Cambogia dove puoi capire cosa provarono gli esploratori che riscoprirono Angkor alla fine dell’Ottocento: si chiama Beng Mealea ed è un tempio grande quanto Angkor Wat, lasciato alla giungla senza quasi nessun intervento di restauro. Ad aprile 2026 è stata completata una nuova passerella in legno che rende la visita più sicura e scorrevole: ecco come organizzare la gita e cosa aspettarti.

Il tempio di Beng Mealea sommerso dalla giungla della Cambogia, tra mura di pietra e alberi

©️ @PsamatheM – CC BY-SA 4.0

Cosa rende unico Beng Mealea

Beng Mealea sorge a circa 65 chilometri a est di Siem Reap, lungo la vecchia strada reale che da Angkor portava verso la capitale di Koh Ker e il tempio di Preah Vihear sulla cresta dei monti Dangrek. Il re Suryavarman II lo fece costruire all’inizio del XII secolo, negli stessi anni di Angkor: alcuni storici pensano che il tempio possa essere servito da modello per il progetto più famoso. Originariamente dedicato al dio indù Vishnu, mostra anche elementi buddhisti aggiunti in epoca successiva, sotto Jayavarman VII.

La superficie è paragonabile a quella di Angkor Wat, con un fossato di 1.200 metri di lunghezza e 900 metri di larghezza che rappresenta l’oceano cosmico della mitologia induista. Il nome significa “stagno di loti” e descrive bene l’atmosfera del luogo. Abbandonato intorno al XVI secolo, il complesso venne inghiottito dalla foresta e riscoperto dagli esploratori francesi alla fine dell’Ottocento. Dal 2020 figura nella lista del patrimonio mondiale UNESCO come sito candidato.

Quello che rende Beng Mealea unico rispetto ai templi del parco di Angkor è proprio lo stato di conservazione: qui non trovi ponteggi né torri d’ingresso (gopura) ricostruite, ma pile di blocchi di arenaria tra le radici degli alberi, corridoi coperti invasi dalla vegetazione e gallerie dove la luce filtra dal tetto crollato. E, soprattutto, trovi pochissimi visitatori rispetto al circuito classico.

Le rovine del tempio di Beng Mealea nella giungla, blocchi di pietra tra le radici degli alberi

©️ @PsamatheM – CC BY-SA 4.0

Il nuovo accesso di Beng Mealea

La novità di questi mesi riguarda il modo di visitare il tempio. Ad aprile 2026, in tempo per il Capodanno khmer, l’APSARA National Authority (l’ente che gestisce il parco archeologico di Angkor) ha completato una nuova passerella in legno di 189 metri che parte dall’ingresso meridionale e porta verso il complesso centrale. Il nuovo ponte sostituisce una struttura più vecchia, deteriorata dagli anni e dal clima, ed è stato progettato con standard tecnici più alti: la camminata è stata allargata da 1,30 a 1,70 metri, così i visitatori possono passare, fermarsi a osservare e fotografare senza creare imbottigliamenti. Le nuove scalinate e le passerelle laterali completano il percorso e migliorano la sicurezza sui punti più fragili.

Il design segue un criterio preciso: integrarsi con la foresta circostante e offrire una vista dall’alto sui blocchi di pietra crollati e sulle sculture ancora avvolte dalla vegetazione, senza toccare le strutture antiche. Il risultato è quello di osservare le rovine come un esploratore, ma con i piedi asciutti e un percorso ben definito.

La passerella non è il solo intervento recente. Tra il maggio 2024 e il luglio 2025 la stessa autorità ha restaurato la via d’accesso orientale, la grande strada di avvicinamento al tempio lunga circa 100 metri e larga 13 metri, finanziata dal fondo speciale della cooperazione Lancang-Mekong. I parapetti con statue di naga (i serpenti a più teste della mitologia induista e buddhista) sono tornati al loro posto originale, insieme a travi e pilastri della sopraelevata e al sistema di drenaggio. La cerimonia di inaugurazione si è tenuta il 31 luglio 2025.

Il nostro consiglio è di seguire il percorso segnalato: oltre a essere più sicuro, rispetta un sito che resta fragile. Le deviazioni sui cumuli di pietra, dove ancora consentite, vanno affrontate con attenzione e scarpe adatte.

Portale in pietra intagliata del tempio di Beng Mealea, l'accesso ai ruderi nella giungla

©️ @PsamatheM – CC BY-SA 4.0

Cosa vedere a Beng Mealea

Al primo sguardo il tempio sembra un unico accumulo di pietra e vegetazione, ma il complesso ha una struttura chiara e diversi punti meritano attenzione:

  • Il santuario centrale, con i resti della torre principale crollata: è il cuore del tempio e il punto più fotografato del percorso.
  • Le tre gallerie concentriche, i corridoi coperti che collegano i cortili: qui la giungla fa il suo ingresso più spettacolare, con radici che attraversano le volte.
  • Le due “biblioteche”, gli edifici su basamenti rialzati a nord e a sud del passaggio orientale. Quella a nord-est custodisce una scultura della mitica “churning of the ocean of milk”, la montata dell’oceano di latte che nella tradizione induista racconta la creazione dell’universo.
  • Gli architravi scolpiti: molte delle finestre e delle porte conservano decorazioni con scene dell’epica indiana, tra cui il Ramayana, e motivi di fiori e viti.
  • Prasat Chrey, un piccolo tempio satellite con torri a forma di bocciolo di loto, circa un chilometro a est del complesso principale: pochi vi si spingono, ma se hai tempo vale la pena.

Calcola circa due ore per la visita completa, tra il percorso sulle passerelle e qualche deviazione tra i blocchi. Se ti affidi a una guida, le rovine smettono di essere un enigma e diventano una mappa della storia khmer.

Galleria in pietra con finestre a colonnine nel complesso di Beng Mealea, l'antica biblioteca khmer

©️ @PsamatheM – CC BY-SA 4.0

Biglietti e orari di Beng Mealea

Il tempio è aperto tutti i giorni dalle 7:00 alle 17:30. Il cambiamento più importante degli ultimi anni riguarda il biglietto: Beng Mealea è ormai compreso nell’Angkor Pass, lo stesso che usi per il parco archeologico di Angkor. Le tariffe del pass sono 37 dollari per un giorno, 62 dollari per tre giorni (da utilizzare entro dieci giorni) e 72 dollari per sette giorni (da utilizzare entro un mese). I bambini sotto i 12 anni entrano gratuitamente.

Se invece vuoi visitare solo Beng Mealea senza acquistare il pass, alla biglietteria all’ingresso vendono un biglietto singolo (circa 10 dollari), pagabile in dollari, in riel cambogiani o con le principali carte di credito. In ogni caso, il nostro consiglio è di comprare il pass online sul portale ufficiale ticket.angkorenterprise.gov.kh prima della visita, per saltare le code: trovi tutti i dettagli nella nostra guida ai biglietti di Angkor.

Come arrivare a Beng Mealea

Beng Mealea dista circa 65 chilometri da Siem Reap: in auto servono indicativamente un’ora e mezza, su una strada in buone condizioni. Non esiste un trasporto pubblico diretto, quindi le opzioni sono il taxi o il tuk-tuk con autista per l’intera giornata: il prezzo si concorda prima della partenza con l’autista o tramite l’hotel.

La soluzione più pratica è raggruppare la gita con Koh Ker, che si trova sulla stessa direzione a circa un’ora di distanza: i due siti si combinano alla perfezione in una giornata, tra la piramide di Prasat Thom e il tempio nella giungla. Nel nostro itinerario dedicato a Koh Ker e Beng Mealea ti portiamo a visitare entrambi con guida in italiano, così da raccontarti nel dettaglio la storia dei due siti. Se viaggi in autonomia, trovi tutte le informazioni pratiche nell’articolo su Koh Ker, la capitale dimenticata dei khmer.

Quando andare e consigli pratici

Il periodo migliore per visitare Beng Mealea segue la stagione secca, da novembre a febbraio: meno fango, pietre meno scivolose e clima più fresco. Durante la stagione delle piogge il sito si presenta ancora più evocativo, con la vegetazione al massimo della rigogliosità, ma dopo i temporali alcuni tratti diventano scivolosi e il percorso richiede più attenzione. In ogni caso, il sito riceve una frazione dei visitatori di Angkor Wat: le ore di punta sono tra le 9:00 e le 11:00, quando arrivano i gruppi da Siem Reap; il tardo pomeriggio offre luce più calda e pochissima gente.

Qualche consiglio pratico per la visita:

  • Calzature chiuse con suola aderente: le passerelle sono in legno e i blocchi bagnati sono scivolosi.
  • Acqua e cappello: all’ingresso trovi bancarelle con cibo e bevande, ma all’interno del sito non c’è nulla.
  • Repellente per le zanzare: la foresta tropicale è generosa in questo senso, soprattutto durante la stagione delle piogge.
  • Rispetta i cartelli: le aree interdette proteggono sia te sia le strutture instabili.

Cortile del tempio di Beng Mealea con blocchi di pietra crollati e vegetazione della giungla

©️ @PsamatheM – CC BY-SA 4.0

Beng Mealea è una di quelle esperienze che vale il viaggio in Cambogia: il fascino delle rovine “vere”, quelle che la giungla ha reclamato senza che nessuno le rimontasse. Se vuoi inserire la gita nel tuo itinerario, da sola o abbinata a Koh Ker, Contattaci: ti aiutiamo a organizzare la giornata.