Chi Phat: trekking comunitario nei Monti Cardamomi

Chi Phat, nel cuore dei Monti Cardamomi: trekking comunitari nella giungla, homestay, cascate e giare antiche. Come arrivare da Phnom Penh e consigli pratici.

Pubblicato il · La Redazione di Vacanze in Cambogia

Arrivare a Chi Phat non è semplicissimo, ma potrebbe svelarti un’esperienza davvero particolare: sali su un bus diretto a Koh Kong, scendi in mezzo alla strada nazionale 48 all’altezza di Andoung Teuk e poi prosegui per 17 chilometri: in moto sull’unica strada asfaltata o, meglio ancora, in barca risalendo il fiume Phipot per circa due ore, con la giungla che si chiude sulla riva e i macachi che ti guardano dai rami. Alla fine del viaggio ti aspetta uno dei progetti di turismo comunitario più riusciti della Cambogia e la porta d’accesso al trekking nei Monti Cardamomi, la più grande foresta pluviale contigua del Sud-est asiatico.

Il fiume Stung Proat che serpeggia nella foresta pluviale dei Monti Cardamomi in Cambogia visto dall'alto

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Il villaggio comunitario di Chi Phat

Chi Phat è un villaggio di pescatori e contadini nella provincia di Koh Kong, nella parte sud-occidentale della catena dei Monti Cardamomi. Qui il turismo non è un’appendice portata da fuori: è il villaggio stesso che lo gestisce, attraverso un comitato eletto, con il supporto dell’ong Wildlife Alliance. Le guide che ti accompagnano nella giungla erano cacciatori e tagliaboschi, oggi impiegati a proteggere la foresta che un tempo sfruttavano; le famiglie ospitano i viaggiatori in homestay, i ristorantini del lungofiume cucinano il pesce del giorno e le moto-taxi del villaggio ti portano ovunque.

La storia del progetto è la sua garanzia: dal 2007 il turismo comunitario ha trasformato Chi Phat in un modello di ecoturismo riconosciuto dal governo cambogiano, con un sistema di raccolta dei rifiuti tra i primi del Paese. Quando paghi un trekking o una notte in homestay, la spesa resta nella comunità che rende possibile l’esperienza.

I trekking nella giungla

La ragione per cui vale la pena arrivare fin qui si chiama foresta. Oltre 200 chilometri di sentieri si snodano nella giungla attorno a Chi Phat, tra foreste pluviali, cascate, campi tendati sulle rive e affioramenti rocciosi. Le opzioni vanno dalle escursioni di mezza giornata ai trekking di più giorni, tutti con guida locale, pasti e pernottamento inclusi nel prezzo: conta in genere da 50 a 90 dollari al giorno a persona, a seconda della durata e del tipo di percorso.

I trekking brevi portano alle cascate vicine al villaggio, dove puoi nuotare nelle pozze naturali tra una tappa e l’altra. I percorsi di due o tre giorni risalgono i fiumi, attraversano le foreste di bambù e arrivano a campeggi sulle rive di corsi d’acqua dove la guida cucina la cena sui fuochi e dormi in tenda o in ripari di legno. Con quattro o cinque giorni a disposizione entri davvero nel cuore dei Cardamomi.

Uno dei momenti più incredibili dei trekking lunghi è l’incontro con le giare funerarie: grandi contenitori di terracotta risalenti all’epoca post-angkoriana, deposti dalle popolazioni montanare sulle cornici rocciose della catena. Alcuni siti si trovano su pareti e grotte raggiungibili solo a piedi, nascosti nella foresta da secoli.

Antiche giare funerarie post-angkoriane su una cornice rocciosa nella foresta dei Monti Cardamomi, in Cambogia

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Se il trekking non basta, il villaggio offre anche escursioni in mountain bike lungo i sentieri della foresta, gite in barca all’alba sul fiume e uscite per osservare uccelli e fauna: nei Cardamomi vivono gibbone dal ciuffo, tapiri di Baird e, per i più fortunati, anche il raro banteng, un bovino selvatico.

Dove dormire a Chi Phat

Le sistemazioni sono gestite dalla comunità e sono essenziali: homestay in case di legno sulle palafitte, con zanzariera, materasso sul pavimento e bagno in comune, oppure guesthouse basiche con bagno privato e in alcuni casi l’aria condizionata. Durante i trekking di più giorni dormi invece in campeggi nella foresta, in tenda o in ripari di legno costruiti sui sentieri.

Il cibo arriva dai ristoranti del villaggio, gestiti da famiglie locali: pesce di fiume, curry khmer, riso e verdure coltivate nei campi sulle rive. La sera, dopo il tramonto sul fiume, il villaggio si spegne presto: la luce delle torce elettriche delle guide è spesso l’unica insegna che resta accesa.

Tramonto rosso acceso sui Monti Cardamomi in Cambogia con la sagoma di una palma da zucchero

©️ @Paxse – Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0

Come arrivare a Chi Phat

Il punto di ingresso è Andoung Teuk, sulla strada nazionale 48 che collega Phnom Penh a Koh Kong. I bus della compagnia Virak Buntham diretti a Koh Kong fermano proprio all’altezza del villaggio: da Phnom Penh (circa 5 ore) e da Sihanoukville (circa 3 ore) conviene prendere le corse del mattino, che arrivano ad Andoung Teuk rispettivamente verso mezzogiorno e verso le 11:30. Se parti da Kampot o da Kep, raggiungi prima Sihanoukville; da Koh Kong, invece, sono circa 100 chilometri verso est. Per i dettagli su bus e minivan in tutto il Paese ti rimandiamo alla nostra guida su come muoversi in Cambogia.

Da Andoung Teuk hai due opzioni:

  • Barca comunitaria: circa due ore sul fiume Phipot, con partenza collegata all’arrivo del bus da Phnom Penh (di solito tra le 12:30 e le 13:00). Costa 15 dollari a persona a tratta (con un minimo di 3 passeggeri) e il personale del villaggio ti accompagna dal molo al visitor center. È il modo più bello di arrivare: lungo il fiume puoi osservare macachi e uccelli e la foresta si chiude fin quasi a toccare la barca.
  • Moto-taxi: circa 45 minuti su strada asfaltata, 8 dollari a persona. Conviene se arrivi fuori orario o se preferisci non aspettare.

Il pagamento di barca e moto si regola al visitor center del villaggio, non direttamente con l’autista. Per il ritorno, barche e moto partono solo la mattina: i biglietti del bus puoi comprarli direttamente a Chi Phat il giorno prima, e nella stessa giornata raggiungi Phnom Penh, Sihanoukville, Kep, Kampot o Koh Kong.

La foresta pluviale che si affaccia sul fiume nei Monti Cardamomi, in Cambogia

©️ @Dmitry Makeev – Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

Quando andare

Il periodo migliore per i trekking è la stagione secca, da novembre ad aprile: i sentieri sono asciutti, le cascate portano ancora acqua e il fiume è percorribile senza problemi. Tra dicembre e febbraio le giornate sono soleggiate e le notti fresche, perfette per camminare nella giungla.

Durante la stagione delle piogge, da maggio ad ottobre, la foresta è più rigogliosa e i colori incredibili, ma i sentieri diventano fangosi, alcuni guadi possono risultare difficili e le sanguisughe compaiono con costanza. Il progetto resta aperto tutto l’anno e anche i trekking di più giorni si fanno, con guide esperte e ritmi adattati al meteo. Per un quadro completo di clima e periodi ti rimandiamo alla guida su quando andare in Cambogia.

Consigli pratici

  • Porta contanti in dollari, in banconote piccole: a Chi Phat non ci sono bancomat e non accettano carte.
  • Prenota con anticipo trekking e pernottamento sul sito ufficiale chi-phat.org: il villaggio organizza guide, pasti e trasferimenti da Andoung Teuk, e così trovi la barca o la moto ad aspettarti all’arrivo del bus.
  • Prepara lo zaino per la giungla: scarpe da trekking chiuse, repellente per le sanguisughe, crema solare, cappello e un impermeabile leggero, anche in stagione secca.
  • Porta una borraccia ricaricabile e ricorda che l’acqua del rubinetto non è potabile: nelle homestay e nei campeggi trovi sempre acqua in bottiglia o sistemi per rifornirti.
  • Parti con un’assicurazione di viaggio attiva: sei in montagna, lontano dagli ospedali, e i trekking di più giorni esulano dai percorsi battuti.
  • Rispetta le regole della foresta: i sentieri attraversano un’area protetta, non raccogliere piante né avvicinarti alla fauna, e segui sempre le indicazioni della guida.

Conclusione

Chi Phat è la Cambogia che non ti aspetti: niente templi né resort, ma fiumi, giungla e persone che hanno scelto di custodire la propria foresta mostrandotela. Se cerchi un trekking autentico nel Paese, dopo i Cardamomi puoi proseguire verso Koh Kong e la costa, oppure confrontare l’esperienza con il trekking tra elefanti e altopiani del Mondulkiri, nell’estremo oriente.