Se hai visitato Angkor, ti sarà capitato di fissare le figure femminili scolpite nei muri dei templi: mani piegate all’indietro, piedi rivoltati verso l’esterno, un sorriso enigmatico sulle labbra. Sono le apsara, le danzatrici celesti della mitologia induista e buddhista, e la loro danza è l’arte classica della Cambogia. È un’arte che ha attraversato secoli di storia e un genocidio, e che oggi puoi vedere dal vivo nei teatri di tutto il Paese. Ti raccontiamo cosa la rende speciale e dove assistere a uno spettacolo.

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Cosa è la danza apsara
Le apsara sono ninfe celesti: secondo i miti indù, nacquero dal mare di latte e da allora danzano nei palazzi celesti per dilettare dèi ed eroi. Quando i re khmer costruirono la loro capitale sacra, tra il IX e il XV secolo, portarono queste danzatrici sulla terra. Oggi quasi 1.800 figure di apsara e devata ornano da sole i muri di Angkor Wat, e altre centinaia popolano i templi circostanti: scolpite nella pietra millenaria, si riconoscono subito per la posizione delle mani e dei piedi.
La danza non era un semplice intrattenimento di corte. Era parte del culto, un’offerta agli dèi, e le danzatrici godevano di un rango privilegiato nel regno. Per questo, quando visiti Angkor, i bassorilievi non sono solo decorazione: sono il “copione” pietrificato di un’arte che si esegue ancora oggi. Anche la Sala delle Danzatrici di Preah Khan, con i pilastri ornati dalle apsare, ti racconta questo legame tra tempio e teatro: ne parliamo nella nostra guida ai templi minori di Angkor.

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Gesti, costumi e musica
Dal vivo, la danza apsara colpisce per la sua lentezza. I movimenti sono dilatati e controllati: le dita si piegano all’indietro fin quasi a toccare il polso, i piedi si appoggiano con la punta rivolta verso l’esterno, lo sguardo segue la mano come se ogni gesto disegnasse una parola nell’aria. Non è un effetto estetico casuale. Il repertorio conta centinaia di posizioni delle mani, chiamate kbach, e ognuna ha un significato preciso: fiori che sbocciano, frutti da offrire, raggi di luce, ali che si dispiegano.
Allo stesso modo, ogni elemento del costume ha un suo perché. Le danzatrici indossano uno sampot di seta avvolto intorno ai fianchi, una corona dorata a punte chiamata mokot, orecchini pendenti, bracciali d’argento e un fiore di gelsomino tra i capelli. Il risultato è un insieme rigido nella geometria e fluido nei movimenti, che evoca la statuaria dei templi. A sostenerla c’è l’orchestra pin peat, il complesso tradizionale khmer di xilofoni, gong, oboe sralai e percussioni: una musica ipnotica che detta tempi glaciali e repentine accelerazioni.

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Un’arte salvata dal genocidio
Per secoli la danza classica fu un patrimonio esclusivo della corte reale: si tramandava oralmente da maestro a allieva, senza scuole né testi scritti. La regina Sisowath Kossamak la rilanciò negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, rinnovando costumi e coreografie, e ne fece la prima ballerina sua nipote, la principessa Norodom Buppha Devi. Poi arrivò il tragico scisma. Sotto i khmer rossi, tra il 1975 e il 1979, gli artisti furono perseguitati come portatori di una cultura da cancellare: gran parte dei maestri di danza morì nei campi di sterminio, e con loro quasi tutto il sapere custodito a memoria.
La danza apsara si salvò per un soffio. Maestri e danzatrici superstiti la ricostruirono nei campi profughi al confine con la Thailandia, insegnandola a una nuova generazione azzerata dal regime. Dagli anni Ottanta in poi l’arte tornò lentamente in vita, sostenuta dalla famiglia reale e da compagnie di giovani artisti. Nel 2008 l’UNESCO ha iscritto il balletto reale cambogiano nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Oggi la danza si insegna di nuovo alla Royal University of Fine Arts di Phnom Penh, e assistere a uno spettacolo significa anche partecipare a questa rinascita.
Dove vedere la danza apsara a Siem Reap
La città di base per visitare Angkor è anche la capitale della danza classica, con spettacoli tutte le sere. Il nome di riferimento è l’Apsara Theatre, il teatro storico della città attivo dal 1997: una compagnia di una trentina di artisti esegue tre danze classiche e due danze popolari tratte dal Reamker, l’epica cambogiana derivata dal Ramayana. Lo spettacolo serale prevede cena alle 19:30 e performance dalle 20:30 alle 21:30, con prezzi a partire da circa 34 dollari: puoi verificare programma e disponibilità sul sito ufficiale dell’Apsara Theatre.
Il panorama si completa con gli spettacoli gratuiti o a basso costo delle sale sopra i ristoranti della Pub Street, come il Temple Club, dove una consumazione basta per assistere alla danza in genere dalle 19:30, e con i dinner show di diversi hotel e ristoranti della città, più turistici ma comodi se vuoi unire cena e spettacolo in un’unica serata. E se dopo i templi cerchi uno spettacolo di impostazione più contemporanea, il Phare Circus è l’altra grande serata culturale di Siem Reap.

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Dove vedere la danza apsara a Phnom Penh
Anche la capitale offre buone occasioni, spesso più autentiche e meno pensate per il turismo di massa. L’associazione Sovanna Phum Arts propone danza classica insieme a teatro d’ombre e danze popolari in un teatrino intimo: la danza classica va in scena in genere il mercoledì, il sabato e la domenica. Cambodian Living Arts, l’organizzazione che dal 1998 lavora per la sopravvivenza delle arti khmer, mette in scena stagioni di spettacoli nel cortile del Museo Nazionale in determinati periodi dell’anno, con un’atmosfera davvero speciale.
In occasioni speciali e festività, poi, è il Balletto Reale a salire sul palco del Chaktomuk Conference Hall, sul lungofiume: se i tuoi giorni a Phnom Penh coincidono con uno di questi eventi, non lasciartelo sfuggire. Qualunque sia la tua scelta, ti consigliamo di combinare la serata con una giornata dedicata alla città: nella nostra guida su cosa vedere a Phnom Penh trovi le attrazioni da non perdere.

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Il nostro consiglio
Se hai poco tempo, concentrati su un unico spettacolo ben scelto piuttosto che su un dinner show in sala: la differenza di qualità si sente, soprattutto nella musica dal vivo e nella precisione dei gesti. E se visiti Angkor prima dello spettacolo, torna per un attimo davanti ai bassorilievi delle apsara: le danzatrici dal vivo ti sembreranno le statue ritornano in vita. Vuoi inserire una serata di danza classica nel tuo itinerario in Cambogia? Scrivici.
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