C’è un ponte in Cambogia che non esiste tutto l’anno. Ogni stagione secca, gli abitanti di Kampong Cham lo ricostruiscono a mano sul Mekong, canna per canna; ogni stagione delle piogge, il fiume se lo riprende. Poi c’è la città che gli sta dietro: sonnolenta, affacciata sul fiume, con i tuk-tuk rossi che si muovono lentamente e i tavolini dei ristorantini sulla sponda. Ti portiamo a Kampong Cham, la città più rilassata del Mekong, con tutti i consigli per organizzare la visita.

©️ @PsamatheM – Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0
Il ponte di bambù di Koh Pen
Il simbolo di Kampong Cham è un chilometro di bambù sospeso sul Mekong. Il ponte collega il centro cittadino con l’isola di Koh Pen e viene ricostruito ogni anno, durante la stagione secca, da artigiani locali che lavorano sul fiume con tecniche tramandate di generazione in generazione. Quando arrivano le piogge e il livello dell’acqua sale, la struttura viene smontata pezzo per pezzo prima che la corrente possa travolgerla.
Attraversarlo è un’esperienza a metà tra il trasporto e l’attrazione: pedoni, biciclette e moto lo percorrono lentamente, con il Mekong che scorre sotto le assi e i bambù che ondeggiano leggermente a ogni passo. Il pedaggio per i visitatori stranieri è una cifra simbolica. Durante la stagione delle piogge, quando il ponte non c’è, l’isola si raggiunge con le barche dei pescatori.
Koh Pen, l’isola del Mekong
Dall’altra parte del ponte ti aspetta un altro mondo. Koh Pen è un’isola pianeggiante dove la vita scorre ancora lenta tra campi di tabacco, sesamo e frutteti, villaggi di case su palafitte e piccole pagode affacciate sul fiume. Durante la stagione secca, quando il Mekong scende, emergono banchi di sabbia dorata che i cambogiani scelgono per nuotare, fare picnic e godersi il tramonto.
L’isola si gira in bicicletta in un paio d’ore: noleggia una bici in città prima di salire sul ponte e percorri le strade sterrate tra le fattorie, fermandoti nei chioschi lungo la strada per un caffè ghiacciato o un piatto di noodles. È il modo più semplice per assaporare il ritmo autentico della campagna cambogiana, a pochi minuti dal centro.

©️ @Adam Jones – Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0
Wat Nokor, il tempio angkoriano
A circa due chilometri dal centro, sulla strada per Phnom Penh, si nasconde uno dei templi più curiosi della Cambogia centrale. Wat Nokor, conosciuto anche come Nokor Bachey, è un tempio angkoriano in arenaria e laterite fatto costruire dal re Jayavarman VII nel XII secolo. Una pagoda moderna e tuttora attiva è cresciuta dentro le mura del tempio antico, tra bassorilievi che raffigurano le apsara, le ninfe danzanti della mitologia khmer, e cortili ombreggiati dove i monaci passeggiano.
La curiosità linguistica rende la visita ancora più interessante: “nokor” deriva da “nagara”, città in sanscrito, ed è la stessa radice da cui nasce la parola “Angkor”. Il sito raramente attrae folle di visitatori, e questo è proprio il suo fascino: puoi esplorarlo con calma, senza code né venditori insistenti, in un contesto rurale molto tranquillo.

©️ @PsamatheM – Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0
La collina di Phnom Hanchey
Circa venti chilometri a nord della città, una collina boscosa si affaccia su un’ampia ansa del Mekong: è Phnom Hanchey, dove sorge una delle pagode più amate della regione. La salita è facile e le ricompense sono il silenzio, i dipinti che decorano i padiglioni e la vista sul fiume che si snoda a perdita d’occhio tra le pianure verdi.
Se riesci ad arrivare nelle ore del mattino, trovi i monaci intenti nella giornata di preghiera e pochissimi visitatori. Molti viaggiatori combinano la collina con un giro in barca sul Mekong, fermandosi nei villaggi di pescatori lungo la riva.

©️ @Gerd Fahrenhorst – Creative Commons Attribution 4.0
La città lungo il fiume
Kampong Cham non ha un lungo elenco di attrazioni, ed è proprio questo il punto. La vita si concentra sul lungofiume, dove al tramonto famiglie, coppie e studenti passeggiano tra i tavolini dei ristorantini che servono pesce di fiume grigliato e birra ghiacciata. Nel centro storico resistono eleganti edifici coloniali un po’ malandati, il mercato coperto brulica di bancarelle e i tuk-tuk rossi, tipici della città, ti portano ovunque per poche migliaia di riel.
Il nome della città racconta la sua storia: “kampong” significa porto o villaggio in khmer, mentre “cham” rimanda ai cham, la popolazione musulmana discendente dell’antico regno di Champa. Per secoli Kampong Cham è stata un crocevia di commerci lungo il Mekong, e anche oggi la comunità cham vive nei villaggi sulle sponde del fiume, con le proprie moschee e le proprie tradizioni.
Sul lato opposto del centro rispetto al ponte di bambù si staglia il Kizuna Bridge, il grande ponte in cemento dono della cooperazione giapponese inaugurato nel 2001: lungo circa un chilometro e mezzo, attraversa il Mekong portando la strada nazionale verso est, in direzione di Kratie e delle province del nord-est.

©️ @Kiensvay – Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0
Come arrivare a Kampong Cham
Kampong Cham dista circa 120 chilometri da Phnom Penh, lungo la strada nazionale che porta verso il nord-est, e il trasferimento in bus o minivan dura circa 3 ore. I collegamenti partono con frequenza dalla capitale durante tutto il giorno; trovi i dettagli nella nostra guida a come muoversi in Cambogia. Se prosegui verso nord, Kratie e i suoi delfini di fiume distano circa 135 chilometri, e Kampong Cham è la tappa naturale di mezzo, all’interno di un percorso più ampio nella Cambogia centrale.
Per chi ha poco tempo, la città si gira in giornata da Phnom Penh. Se invece vuoi prenderla con calma, Easy Travel Group organizza il tour di due giorni Kratie e Kampong Cham, con guida in italiano, che unisce il ponte di bambù, Wat Nokor e l’avvistamento dei delfini dell’Irrawaddy in un unico viaggio lento lungo il Mekong.
Quando andare
Kampong Cham si visita tutto l’anno, ma la stagione secca, da novembre ad aprile, regala il clima migliore e il fiume più tranquillo. Se il tuo obiettivo è attraversare il ponte di bambù, pianifica il viaggio da circa dicembre a maggio: è il periodo in cui la struttura viene montata e rimane percorribile, prima che le piogge di inizio estate la portino via.
Il nostro consiglio
Kampong Cham è la pausa giusta dentro un itinerario in Cambogia: un paio di giornate lente tra un ponte che rinasce ogni anno, templi angkoriani senza folle e tramonti sul Mekong. Aggiungila al tuo viaggio se cerchi il lato più autentico del Paese, quello che viaggia ancora a ritmo di fiume. E se vuoi organizzare la tappa con il supporto del nostro team, contattaci: ti aiutiamo a costruire l’itinerario giusto per te.
Pchum Ben 2026: il festival dei defunti cambogiani
Cambogia in 7 giorni: itinerario essenziale
Banteay Chhmar: il grande tempio khmer nel nord-ovest