A una manciata di chilometri dal trambusto di casinò e cantieri di Sihanoukville esiste una Cambogia diversa: quella del Ream National Park, dove la giungla scende fino alla spiaggia e le mangrovie, foreste su paludi d’acqua salata, si intrecciano con i canali dell’estuario. È uno dei parchi meno conosciuti del Paese, e proprio per questo vale la pena scoprirlo. Ti portiamo nel parco dove la foresta incontra il mare.

©️ @allPhoto Bangkok – Unsplash
Dove si trova e come arrivare
Il Ream National Park, noto anche come Preah Sihanouk National Park, occupa circa 21.000 ettari nel distretto di Prey Nob, nella provincia di Preah Sihanouk: circa 15.000 di terraferma e 6.000 di mare. Istituito nel 1993 per decreto reale dal re Norodom Sihanouk, protegge una varietà di ambienti rara per un’area così vicina alla costa: foreste sempreverdi di pianura, colline coperte di vegetazione, mangrovie, estuari, isole e spiagge ancora selvagge.
Si trova a 18-25 chilometri a est di Sihanoukville: in tuk-tuk o in taxi il tragitto dura 30-40 minuti e l’andata e ritorno in tuk-tuk costa indicativamente dai 15 ai 30 dollari, da concordare prima di partire. L’aeroporto internazionale di Sihanoukville (KOS) dista solo pochi chilometri dall’ingresso del parco, il che lo rende una meta comoda anche per una sosta nel viaggio verso le isole.
La giungla: mangrovie e sentieri
La parte terrestre del parco si esplora a piedi, idealmente con una guida locale che conosce i sentieri e i punti migliori per avvistare la fauna. I percorsi sono brevi e facili: il più noto, il Mangrove Trail, è un anello di circa 3 chilometri che si percorre in un’ora o due tra radici intrecciate, canali fangosi e passerelle. Con la bassa marea è uno spettacolo davvero unico: granchi violinisti che gesticolano sul fango e pesci saltafango che “camminano” fuori dall’acqua.
Altri sentieri risalgono le colline coperte di foresta sempreverde fino a punti panoramici con vista sulla baia, sulle isole e sul dedalo di canali dell’estuario. Sono passeggiate alla portata di tutti, non trekking impegnativi: portati acqua, scarpe chiuse e repellente per le zanzare, e parti presto per goderti la luce migliore e meno caldo.

©️ @Dmitry Makeev – CC BY-SA 4.0
L’estuario e il mare: isole e spiagge
Il cuore fluido del parco è l’estuario del fiume Prek Tuk Sap, una rete di canali riparati dove la giungla si specchia nell’acqua. La gita in barca è l’esperienza simbolo di Ream: in un’ora o due navighi lentamente tra mangrovie e picchetti delle nasse dei pescatori, con aironi e martin pescatori che ti accompagnano a pelo d’acqua.
Proseguendo verso il mare aperto si incontrano le isole del parco, come Koh Thmei e Koh Seh, con fondali poco profondi e barriere coralline dove fare snorkeling in acque molto più tranquille di quelle delle spiagge cittadine. Vicino alla costa meridionale c’è Koh Sampoch, con una passerella di legno di circa 200 metri, spiagge bianche e angoli di ombra perfetti per una giornata in spiaggia fuori dai circuiti più battuti. Se invece cerchi il mare più celebre del Golfo della Thailandia, la nostra guida a Koh Rong fa al caso tuo; Ream ne è il contrario, più selvaggio e meno attrezzato.
Una nota onesta: negli ultimi anni alcune zone costiere intorno al parco hanno visto cantieri e nuove costruzioni legati allo sviluppo della provincia. Le aree protette più interne restano intatte e bellissime, ma il nostro consiglio è farti accompagnare da una guida locale, che sa portarti negli angoli ancora verdi.

©️ @Dmitry Makeev – CC BY-SA 4.0
La fauna del parco
Ream ospita una fauna sorprendente per la vicinanza alla città. Nell’estuario vivono i delfini di Irrawaddy, i piccoli delfini dal muso arrotondato che trovi anche nel Mekong e che abbiamo raccontato nella guida ai delfini dell’Irrawaddy in Cambogia: avvistarli non è garantito, ma la possibilità esiste soprattutto nelle ore più fresche. Tra la vegetazione si muovono invece branchi di macachi, varani (grossi rettili parenti delle lucertole) e, anche se difficili da avvistare, pangolini. Il cielo sopra il parco conta oltre 150 specie di uccelli, tra cui aironi, pellicani e l’aquila di mare codabianca.
Le spiagge isolate del parco sono anche un sito di nidificazione delle tartarughe marine: se ti capita di camminare sulla sabbia al mattino presto, osserva le tracce ma non toccare nulla. E come sempre: osserva gli animali a distanza e non dar loro da mangiare.
Quando andare a Ream National Park
La finestra migliore va da novembre ad aprile, nella stagione secca: meno pioggia, sentieri percorribili e mare più calmo per le gite in barca. Da maggio a ottobre i monsoni rendono i sentieri fangosi e il mare spesso mosso, ma portano anche un verde lussureggiante, nuvole spettacolari e pochissima gente: se non disdegni una pioggia improvvisa, il parco in bassa stagione ha il suo fascino. I nostri consigli su quando andare in Cambogia valgono anche qui, con dicembre e gennaio come mesi di punta.

©️ @Ben Stern – Licenza Unsplash
Quanto costa e consigli pratici
I costi indicativi aggiornati al 2026:
- Ingresso al parco: 5-10 dollari a persona.
- Gita in barca nell’estuario: 10-30 dollari a persona, in base alla durata e al numero di partecipanti.
- Tour giornaliero completo con trasporto da Sihanoukville, guida, pranzo e gita in barca: 30-50 dollari a persona.
Alcuni consigli per organizzarti al meglio:
- Contanti: nel parco non ci sono sportelli bancomat: porta dollari in tagli piccoli per biglietti, barca e mance.
- Equipaggiamento: scarpe chiuse per i sentieri, repellente, crema solare, cappello e almeno un litro d’acqua a testa.
- Orario: arriva presto al mattino, quando la fauna è più attiva e il caldo ancora sopportabile; in generale il pomeriggio le visite si riducono.
- Quanto tempo dedicare: un giorno basta per un buon assaggio (mangrovie, collina panoramica e gita in barca); con 2-3 giorni puoi aggiungere isole, spiagge e birdwatching senza fretta.
- Dove dormire: le strutture dentro il parco sono poche e spartane; molti visitatori pernottano a Sihanoukville o nella zona di Otres e raggiungono il parco in giornata.
Conclusione
Ream National Park è la Cambogia lenta, quella che non ti aspetti a due passi dalle luci della costa: silenzio della giungla, specchi d’acqua tra le mangrovie, isole che sembrano disegnate per te. Se vuoi inserirlo nel tuo viaggio in Cambogia, scrivici: ti aiutiamo a organizzare il viaggio su misura.
Koh Rong Sanloem, la sorella tranquilla di Koh Rong
S-21 e Killing Fields: come visitare la memoria cambogiana
Cucina cambogiana: piatti tipici khmer