A circa 800 metri di quota, dove le pianure del sud lasciano spazio a colline ondulate, foreste di latifoglie e pinete, la Cambogia cambia volto. Benvenuto a Mondulkiri, la provincia degli altopiani orientali: qui l’aria è più fresca, i gibboni cantano all’alba e gli elefanti asiatici vagano liberi in un paesaggio che sembra un altro Paese rispetto ad Angkor. Ti portiamo alla scoperta di Sen Monorom e dei suoi santuari degli elefanti, con tutti i consigli pratici per organizzare il trekking.

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Sen Monorom, la cittadella degli altopiani
Sen Monorom è il capoluogo della provincia e la base per ogni esplorazione: una cittadina con una sola strada principale, spartane guesthouse e lodge immersi nel verde, a circa 370 chilometri a est di Phnom Penh. La quota si sente. Dopo il tramonto l’aria si rinfresca e, soprattutto tra novembre e febbraio, ti conviene portare una felpa per la sera: un piccolo lusso che in Cambogia non trovi da nessun’altra parte.
Il territorio circostante è un mosaico di foreste, campi di riso, piantagioni di caffè e praterie ondulate, abitato per lo più dai bunong, uno dei popoli indigeni più numerosi del Paese. Se hai già visitato il Ratanakiri e Banlung, il paesaggio ti sarà familiare: le due province si assomigliano, ma Mondulkiri è più aperta e meno turistica.

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Il santuario degli elefanti
Mondulkiri è la capitale cambogiana degli elefanti asiatici, e i progetti che li accolgono qui hanno cambiato il modo di vivere l’incontro con questi animali. Il principio è uno solo, ormai condiviso dai santuari seri: osservare, non disturbare. Non si sale in groppa a un elefante, non ci sono show o bagno forzato degli animali: cammini nella foresta al fianco del branco e lasci che sia l’elefante a decidere come avvicinarsi.
Il più conosciuto è l’Elephant Valley Project, una riserva nella giungla fuori Sen Monorom dove gli elefanti in pensione dal lavoro nei campi vivono in libertà. Le visite giornaliere partono da circa 100 dollari a persona e includono il trasferimento, il pranzo e la giornata in foresta con le guide locali. L’alternativa più accessibile è il Mondulkiri Project, con trekking etici a partire da circa 50 dollari, parte dei cui proventi finanzia programmi di riforestazione. In entrambi i casi i posti sono limitati: durante l’alta stagione, da novembre a febbraio, conviene prenotare con largo anticipo.
Se ti interessa il tema del benessere animale in Cambogia, leggi anche la storia di Kavaan, l’elefante solitario, l’esemplare simbolo di questo cambiamento culturale.

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Trekking nella giungla e villaggi bunong
Intorno a Sen Monorom si dipana una rete di sentieri che attraversano la giungla, le piantagioni e i villaggi bunong. Le escursioni vanno da mezze giornate ad itinerari di trekking di più giorni con pernottamento in homestay o in tenda, e le guide migliori sono proprio quelle bunong: conoscono la foresta, le piante medicinali e i canti dei gibboni come nessun altro.
Per chi sogna di avvistare i gibboni nel loro habitat, vale la pena prenotare una gita con Jahoo, un campo ecoturistico gestito con le comunità locali dedicato all’osservazione dei primati: i gruppi sono piccoli e le disponibilità si esauriscono settimane prima, quindi organizzati per tempo.
Un avviso serio: le foreste dell’est del Paese nascondono ancora mine rimaste inesplose da vecchi conflitti. Per il trekking scegli sempre sentieri battuti e guide locali, e non avventurarti mai fuori pista, neanche per una scorciatoia.

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Le cascate di Bou Sra
A circa 43 chilometri a nord-est di Sen Monorom, dopo un’ora e mezza circa di strada tra colline e piantagioni, si apre la cascata più spettacolare della regione: Bou Sra, un salto d’acqua a tre livelli scavato nella roccia vulcanica. I primi due gradini sono raggiungibili a piedi con passeggiate brevi e panorami d’eccezione, soprattutto durante e dopo la stagione delle piogge, quando il flusso è al massimo; fino al terzo livello non esiste invece un sentiero sicuro. Nei giorni di festa la cascata si popola di famiglie cambogiane in gita: un’atmosfera allegra, lontana dai tour di massa.

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Come arrivare e dove dormire
Da Phnom Penh i bus e i minivan per Sen Monorom impiegano circa 6 ore e partono più volte al giorno; il biglietto costa in genere intorno ai 13 dollari. La strada è asfaltata e il viaggio è comodo, con una sosta a metà percorso. Da Banlung, nel Ratanakiri, il trasferimento dura circa 4 ore: le due province si combinano bene in un unico viaggio attraverso il Nord-Est della Cambogia. Trovi tutte le opzioni di trasporto nella nostra guida su come muoversi in Cambogia.
Per dormire, a Sen Monorom trovi guesthouse economiche lungo la strada principale e lodge di charme immersi nella vegetazione, alcuni dei quali organizzano direttamente trekking ed escursioni. Le strutture si contano sulle dita di una mano rispetto alle mete turistiche del Paese: in alta stagione prenota prima di partire.
Consigli pratici
Il periodo migliore per visitare Mondulkiri va da novembre a febbraio: cieli sereni, temperature miti e sentieri asciutti. Da marzo ad aprile il caldo sale rapidamente anche in quota, mentre durante la stagione delle piogge i sentieri diventano fangosi e alcune cascate sono invece al massimo della portata: tutti i pro e i contro mese per mese li trovi nella nostra guida su quando andare in Cambogia.
Ricorda di portare con te:
- scarpe da trekking con suola aderente, perché le rocce vicino alle cascate sono scivolose;
- una felpa o un giacca leggera per le sere, specialmente da dicembre a gennaio;
- repellente per zanzare e crema solare;
- contanti sufficienti: a Sen Monorom i bancomat sono pochi e molte strutture accettano solo pagamenti in contanti.
Mondulkiri è la destinazione perfetta se hai già visto i grandi classici e cerchi una Cambogia più lenta e selvaggia. Se ti ha conquistato il trekking in giungla, nella parte sud-occidentale del Paese il villaggio comunitario di Chi Phat è la porta d’accesso ai Monti Cardamomi, con homestay e giare funerarie antiche. Se vuoi inserire gli altopiani orientali nel tuo itinerario, contattaci: il nostro team ti aiuta a costruire il viaggio su misura.
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