Banteay Chhmar: il grande tempio khmer nel nord-ovest

Banteay Chhmar, il grande tempio khmer del nord-ovest: come arrivare, biglietti, templi satelliti, homestay e consigli per visitarlo lontano dalla folla.

Pubblicato il · Aggiornato il · La Redazione di La Redazione di Vacanze in Cambogia

Se pensi che ad Angkor tu abbia già visto tutto, Banteay Chhmar ti aspetta per farti cambiare idea. Nel nord-ovest del Paese, a poche decine di chilometri dal confine thailandese, si nasconde il quarto complesso templare più grande della Cambogia: torri di pietra avvolte dalla giungla, un muro chilometrico di bassorilievi e una manciata di templi satelliti sparsi nella foresta. Non ci arriva nessun bus turistico e le strutture ricettive si contano sulle dita di una mano. È proprio questa la sua forza. Ecco come organizzare la visita.

Il volto di pietra di una torre del tempio di Banteay Chhmar nel nord-ovest della Cambogia

©️ @Marco Corallo – Foto fornita dall’editore

La storia di Banteay Chhmar

Banteay Chhmar (il nome significa “piccola cittadella”) venne costruito alla fine del XII secolo o all’inizio del XIII da Jayavarman VII, il re che trasformò l’impero khmer e che a Siem Reap ti ha già conquistato con il Bayon e Ta Prohm. Il tempio nasce in stile Bayon: torri con volti di pietra che guardano verso i quattro punti cardinali, massi scuri e un’atmosfera che ricorda da vicino quella di Angkor, senza però folle di visitatori.

Il complesso aveva anche un significato commovente: Jayavarman VII lo dedicò alla memoria del figlio, il principe ereditario Indravarman, morto in guerra contro i Champa. Non a caso alcuni dei bassorilievi più celebri raffigurano proprio quelle battaglie.

I bassorilievi con guerrieri in battaglia sul muro del tempio di Banteay Chhmar in Cambogia

©️ @Marco Corallo – Foto fornita dall’editore

La posizione isolata del tempio, vicino alla catena montuosa dei Monti Dangrek e al confine con la Thailandia, ha avuto effetti ambivalenti. Da un lato ha rallentato la furia dei restauri “moderni” e conservato l’aspetto originario del sito; dall’altro ha favorito i saccheggi, soprattutto negli anni novanta, quando gruppi di ladri hanno smontato e portato via diversi capolavori in pietra per venderli oltre frontiera. Il caso più eclatante risale al 1998, quando venne tagliato e rubato un grande bassorilievo del Lokeshvara dai 32 bracci: il reperto fu poi recuperato e restituito alla Cambogia, e oggi puoi ammirarlo di nuovo al suo posto, lungo il muro del tempio.

Il bassorilievo del Lokeshvara dai 32 braccia lungo il muro del tempio di Banteay Chhmar in Cambogia

©️ @Marco Corallo – Foto fornita dall’editore

Dal 2007 il sito è al centro di un progetto di conservazione guidato dal Global Heritage Fund, con il coinvolgimento diretto degli abitanti del villaggio vicino, che oggi lavorano come guide, guardiani del sito e gestori degli alloggi.

Il muro dei bassorilievi

Il vero tesoro di Banteay Chhmar è il recinto esterno del tempio, lungo circa un chilometro, interamente decorato con bassorilievi. Scene di battaglia con elefanti da guerra, carri e soldati cham e khmer si alternano a momenti di vita quotidiana: mercati, barche, artigiani al lavoro e famiglie in viaggio. Sono considerati tra i rilievi narrativi più estesi e meglio conservati di tutto l’impero khmer, al pari di quelli della Terrazza del Re Lebbroso ad Angkor Thom.

Camminare lungo il muro con una guida del villaggio cambia la visita: senza qualcuno che ti indichi i dettagli, rischi di scambiare una scena navale con una processione regale. La guida locale (il listino ufficiale la indica a circa 15 dollari a tour) vale il costo, anche in inglese semplice.

Bassorilievo con figure e uccelli in una scena di vita quotidiana sul muro del tempio di Banteay Chhmar in Cambogia

©️ @Marco Corallo – Foto fornita dall’editore

I templi satelliti e il baray

Attorno al tempio principale sorgono nove templi satelliti, molti abbandonati in mezzo alla boscaglia e raggiungibili solo a piedi o in bicicletta. Il più facile da trovare è Prasat Ta Prohm (omonimo di quello più celebre di Angkor, ma molto più piccolo): si trova appena duecento metri a sud del muro meridionale e conserva una torre a quattro volti sorprendentemente integra, che emerge dalla vegetazione con lo stesso fascino enigmatico delle torri del Bayon.

A completare il quadro ci sono il grande baray, l’antico bacino idrico che raccoglieva l’acqua per il complesso, e Banteay Torp (la “fortezza degli uccelli”), una manciata di chilometri più a sud: è un tempio minore ma suggestivo, raggiungibile dal villaggio con un giro in carretto trainato da un piccolo trattore, il kuyon, tra risaie e casette su palafitte.

Torre con volti di pietra e passerella di legno nel tempio satellite Ta Prohm a Banteay Chhmar, nel nord-ovest della Cambogia

©️ @Marco Corallo – Foto fornita dall’editore

Come arrivare a Banteay Chhmar

Banteay Chhmar si trova nella provincia di Banteay Meanchey, circa 160 chilometri a nord-ovest di Siem Reap: in auto o taxi privato servono circa 3 ore, contando l’ultimo tratto di 65 chilometri che da Sisophon porta al tempio in poco più di un’ora. Non esistono bus diretti fino al sito: l’opzione più economica è prendere un bus o un minivan fino a Sisophon, il grande incrocio stradale dove convergono le linee per Phnom Penh, Battambang e il confine di Poipet, e da lì proseguire in taxi condiviso o privato.

Il listino ufficiale del circuito turistico comunitario del villaggio indica il taxi condiviso da Sisophon a circa 5 dollari a persona e il taxi privato a circa 25 dollari. In alternativa puoi includere il tempio in un itinerario di terra: da Battambang il tempo di percorrenza è simile (circa 3 ore) e il tragitto si combina bene con una notte in homestay, magari proseguendo poi verso Siem Reap o scendendo verso il confine di Poipet, di cui parliamo nella nostra guida ai confini terrestri della Cambogia. Se preferisci muoverti senza pensieri, Easy Travel Group organizza la visita a Banteay Chhmar con guida in italiano come estensione dei tour di Siem Reap e di Angkor.

Chi ama gli itinerari fuori mano troverà in Banteay Chhmar il perfetto completamento ad un itinerario storico archeologico che oltre ad Angkor comprende anche il tour di Koh Ker e Beng Mealea, altri due capolavori di Jayavarman VII lontani dai circuiti classici.

Dove dormire: l’homestay nel villaggio

La scelta più naturale qui è l’homestay: il villaggio di Banteay Chhmar ha sviluppato uno dei progetti di turismo comunitario più rispettati del Paese, gestito direttamente dagli abitanti. Dormi in una stanza privata di una casa khmer tradizionale, con zanzariera e ventilatore, e mangi al centro comunitario: il listino ufficiale indica circa 8 dollari a stanza per l’homestay base e dai 3 ai 6 dollari a pasto. Per chi cerca un’emozione particolare, il progetto propone anche tende da campeggio posizionate dentro il complesso templare, con pasti completi inclusi.

Pernottare sul posto ha un vantaggio pratico oltre che evocativo: ti permette di vivere il tardo pomeriggio, quando i pochi visitatori del giorno sono ripartiti, e la mattina presto, quando la luce attraversa la giungla e il tempio torna a essere solo tuo.

L'area d'ingresso del sito di Banteay Chhmar con i ruderi di pietra del tempio sullo sfondo, nel nord-ovest della Cambogia

©️ @Marco Corallo – Foto fornita dall’editore

Biglietti, orari e consigli pratici

Il biglietto d’ingresso costa 5 dollari e i bambini sotto i 12 anni entrano gratis; lo compri alla biglietteria vicino all’ingresso del sito. Il tempio si visita durante le ore di luce, dalle prime ore del mattino fino al tramonto: conta almeno due ore per il complesso principale, più un paio d’ore se vuoi aggiungere i templi satelliti e il baray. Ricorda di portare acqua, cappello e repellente per le zanzare, perché all’interno del sito non ci sono venditori.

Il periodo migliore per il nord-ovest della Cambogia coincide con la stagione secca, da novembre ad aprile: durante i mesi di pioggia le strade sterrate del percorso possono rallentarti e la giungla rigogliosa riduce la visibilità dei templi satelliti. Se poi vuoi inserire Banteay Chhmar in un itinerario più ampio, nella nostra guida su quando andare in Cambogia trovi il quadro mese per mese di clima e stagioni in tutto il Paese.

Banteay Chhmar richiede uno sforzo in più rispetto ad Angkor: una strada più lunga, una base logistica essenziale, una guida da organizzare. In cambio ti restituisce quella sensazione che ad Angkor si ricorda solo nelle fotografie di trent’anni fa, un tempio gigante dove cammini per ore senza incontrare nessuno. Se vuoi inserirlo nel tuo viaggio, contattaci: studiamo insieme l’itinerario.