Se c’è un souvenir da portare a casa dalla Cambogia, è il pepe di Kampot. È una delle spezie più celebrate al mondo, protetta da una IGP (indicazione geografica protetta) dal 2010 e coltivata da secoli nelle province di Kampot e Kep, nel sud del Paese. E qui il pepe non si compra solo: si visita. Le fattorie aprono le porte ai viaggiatori con tour gratuiti, degustazioni guidate e campi che arrivano quasi fino al mare.

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Perché il pepe di Kampot è così famoso
Il pepe di Kampot ha una storia lunga quanto quella del Paese. Il diplomatico cinese Zhou Daguan, inviato alla corte khmer nel XIII secolo, lo citava già come prodotto di pregio. La grande fioritura arrivò con il protettorato francese, che portò il pepe cambogiano sulle tavole europee; il crollo con il regime dei Khmer Rossi, che rase al suolo le piantagioni per far posto a campi di riso e per decenni spense la produzione.
La rinascita è cominciata negli anni 2000, quando le famiglie dei produttori sono tornate sui propri terreni ripartendo dai metodi tradizionali. Nel 2010 il pepe di Kampot ha ottenuto la IGP, la prima indicazione geografica protetta della Cambogia, riconosciuta anche dall’Unione Europea dal 2016: per usarne il nome, il pepe deve nascere, crescere e lavorarsi in un’area delimitata che copre i distretti di Kampot e Kep. Oggi la Kampot Pepper Promotion Association (KPPA) riunisce i produttori certificati e ne garantisce la tracciabilità.
Se visiti Kampot e Kep, le fattorie del pepe sono una delle tappe più interessanti del sud del Paese, insieme a saline, colline di Bokor e mare.
Come cresce il pepe di Kampot
La pianta del pepe è una liana rampicante del genere Piper nigrum, che cresce avvolgendosi intorno a pali di legno alti tre o quattro metri. Il segreto del gusto sta nel terroir: il suolo minerale delle colline del sud, l’aria umida e la brezza del Golfo della Thailandia creano un microclima unico. Per proteggere le piante dal sole cocente, i coltivatori stendono sopra i campi dei teli di foglie di palma, che danno alla campagna di Kampot il suo aspetto inconfondibile.

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Il lavoro è manuale dall’inizio alla fine. La raccolta, concentrata soprattutto tra gennaio e maggio, avviene grappolo per grappolo: solo le bacche mature vengono staccate e lavorate entro poche ore per conservare gli aromi. È un processo lento e costoso, ed è uno dei motivi per cui il vero pepe di Kampot non può costare poco.
Le fattorie da visitare
Nella zona tra Kampot e Kep ci sono decine di fattorie, da piccole realtà familiari a vere destinazioni di agroturismo. Queste sono quelle che consigliamo.
La Plantation
La Plantation è la fattoria più visitata e organizzata, e per un primo approccio è la scelta più semplice. Si trova a una ventina di chilometri da Kampot, in direzione del mare, ed è aperta tutti i giorni con ingresso gratuito: i tour guidati con degustazione non hanno costo e puoi presentarti in reception e unirti al gruppo, tenendo presente che l’ultima visita parte nel tardo pomeriggio. Il percorso spiega coltivazione, lavorazione e quattro varietà di pepe, e il ristorante con vista sul mare serve piatti khmer in cui il pepe è protagonista, a cominciare dal granchio al pepe verde. Orari e dettagli aggiornati sono sulla pagina ufficiale di La Plantation.

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Sothy’s Pepper Farm
Più intima e familiare è la fattoria di Sothy, una delle pioniere della rinascita del pepe, nei dintorni di Kep. Anche qui la visita è gratuita, guidata dalla famiglia o autoguidata con un percorso segnato tra i campi, e finisce con la degustazione e un tè al lemongrass. Da Kep si arriva in circa 20 minuti, e in molti la combinano con il mercato del granchio e con le grotte di Phnom Chhnork.
Le altre fattorie
Le opzioni non finiscono qui: Paradise Gardens, Starling Farm e BoTree sono realtà più piccole e spesso meno frequentate, dove il confronto diretto con i coltivatori è la parte più interessante. Molte sono produttori certificati IGP e vendono il pepe direttamente al banco, di solito a prezzi più bassi che nei negozi di città.
La degustazione: nero, rosso, bianco e verde
Da una sola pianta nascono quattro diversi tipi di pepe, che dipendono dal grado di maturazione della bacca e dal trattamento dopo la raccolta. In fattoria li assaggi uno accanto all’altro, e le differenze saltano subito al palato:
- Pepe verde: le bacche appena raccolte, fresche o conservate sotto sale o sotto aceto. Gusto erbaceo e vivo, il classico abbinamento del granchio di Kep.
- Pepe nero: bacche verdi bollite brevemente e essiccate al sole. Il più aromatico e versatile, da macinare su quasi tutto.
- Pepe rosso: bacche mature raccolte a piena maturazione, le più rare e pregiate. Il sapore ricorda la frutta rossa e il miele: il pepe dei piatti speciali.
- Pepe bianco: bacche rosse private della buccia e lasciate in ammollo. Il più delicato, perfetto su pesce e risotti dove il nero risulterebbe invadente.

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Il nostro consiglio è assaggiare tutte e quattro le varietà prima di comprare: i gusti sono personali, e solo così capisci quale pepe fa per te.
Come scegliere il pepe da portare a casa
La regola d’oro è una sola: il sigillo IGP con il codice del produttore, rilasciato dalla KPPA. Senza quel marchio, quello che hai in mano non è pepe di Kampot certificato, anche se l’etichetta promette il contrario. Attenzione anche al prezzo: un pepe “di Kampot” a pochissimo è quasi sempre un falso o un prodotto mescolato. Come ordine di grandezza, in fattoria una confezione da 100 grammi costa pochi dollari, e il rosso — più raro — vale spesso il doppio del nero.
Il posto migliore per comprarlo è la fattoria stessa: il prodotto è fresco e il ricavo va direttamente ai coltivatori. In alternativa trovi pepe IGP nei negozi specializzati di Kampot e Phnom Penh, ma i prezzi salgono. Per il viaggio non ci sono problemi: il pepe intero si conserva per anni al riparo da luce e umidità; il pepe verde sotto aceto, invece, va tenuto in frigo e consumato entro qualche mese.
Quando andare e consigli pratici
Le fattorie si visitano tutto l’anno, perché la pianta è sempreverde, ma la stagione più comoda è quella secca, da novembre ad aprile. Se sei in Cambogia tra gennaio e maggio, cogli il periodo della raccolta: vedrai i lavoratori nei campi e la lavorazione in piena attività. Mezza giornata basta per una o due fattorie; in molti le combinano con le saline, le grotte di Phnom Chhnork e il mercato del granchio di Kep. Da Kampot o da Kep partono tour organizzati di mezza giornata con guida e trasporto; in alternativa, un tuk-tuk con autista o uno scooter noleggiato ti danno tutta la libertà di muoverti tra una fattoria e l’altra. I dettagli sui trasporti li trovi nella nostra guida su come muoversi in Cambogia.
Porta cappello e acqua: nei campi il sole batte forte anche in inverno. Se poi vuoi inserire le fattorie del pepe in un itinerario più ampio, nella guida su quando andare in Cambogia trovi clima e stagioni mese per mese.
Le fattorie del pepe sono uno dei modi più diretti per avvicinarti alla Cambogia rurale, e il pepe che porterai a casa conserverà il profumo del viaggio ancora per mesi. Se vuoi organizzare la tua visita al sud del Paese con il supporto del nostro team, scrivici dalla pagina contatti: ti aiutiamo a costruire l’itinerario giusto per te.
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