A Kep il ritmo è già lento: granchi al mercato del pesce, tramonti sul molo e il parco nazionale alle spalle. Ma appena fuori dal porto, a poco più di quattro chilometri dalla costa, c’è un’isola che sembra ferma a un’altra epoca. È Koh Tonsay, chiamata dai viaggiatori Rabbit Island: niente strade, niente auto, solo palme, barche (longtail) e qualche bungalow di legno sulla sabbia. E il bello è che questa fuga tropicale costa davvero poco. Ti portiamo a scoprirla, con tutti i consigli pratici per organizzare la visita.

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Dove si trova Koh Tonsay
Koh Tonsay si trova nel Golfo della Thailandia, a circa 4,5 chilometri al largo di Kep, nella costa meridionale del Paese. L’isola è piccola, circa due chilometri quadrati: una lingua di sabbia chiara circondata da palme da cocco, con una collina coperta di vegetazione al centro e un sentiero che la percorre tutta a piedi. Il nome inglese, Rabbit Island, viene dalla forma dell’isola vista dal mare, che ricorda un coniglio accucciato; i conigli veri, però, non ci vivono.
Rispetto ad altre isole del mare cambogiano, come Koh Rong Sanloem o Koh Totang, Koh Tonsay è la più facile da raggiungere e la più economica: non serve una speedboat prenotata online né un trasferimento lungo, basta presentarsi al pontile di Kep e salire su una delle barche (longtail) dei pescatori.

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Come arrivare a Koh Tonsay
Le barche per Koh Tonsay partono dal pontile di Kep, circa un chilometro a est della spiaggia principale in direzione del mercato del granchio. Le corse coprono l’arco della giornata, in genere dalla mattina fino al tardo pomeriggio, e il tragitto dura poco meno di mezz’ora. Non esiste un orario rigido: le barche partono quando si riempiono, quindi durante l’alta stagione l’attesa è breve, mentre nei mesi più tranquilli può servire un po’ di pazienza o accordarsi con gli altri viaggiatori.
Il biglietto di andata e ritorno costa circa 8-10 dollari a persona, e non c’è un biglietto d’ingresso per l’isola. Se viaggi in gruppo o vuoi partire a un’ora precisa, puoi noleggiare l’intera barca: il prezzo si aggira intorno ai 25-30 dollari. I biglietti si comprano direttamente al pontile o tramite le agenzie e le guesthouse di Kep, e ti conviene confermare la corsa di ritorno con il barcaiolo prima di salpare.
Kep si raggiunge in circa mezz’ora da Kampot e in circa 3 ore di bus o minivan da Phnom Penh. Trovi il quadro completo delle opzioni nella nostra guida su come muoversi in Cambogia.
Cosa fare sull’isola
Il programma a Koh Tonsay è semplice, ed è proprio questo il suo punto di forza. La spiaggia principale, sulla costa occidentale, è un susseguirsi di ombra di palme e sabbia chiara: nuoti, cammini lungo la riva e ti siedi a un tavolino sulla sabbia per pranzare. I ristorantini di legno servono pesce appena pescato e il piatto simbolo della zona, il granchio di Kep saltato al pepe di Kampot: se ti è piaciuto a tavola, in una delle fattorie del pepe di Kampot puoi scoprire come cresce la spezia.
Se hai voglia di muoverti, un sentiero di circa due chilometri costeggia l’isola: lo percorri in un’ora passando tra palme di cocco e punti panoramici sul mare. In acqua, davanti alla spiaggia, il fondale basso e la sabbia chiara si prestano allo snorkeling: i pesci si vedono già a poche bracciate da riva, e il nostro consiglio è di portare la tua maschera e il tuo boccaglio, perché sul posto le attrezzature a noleggio sono poche e basiche. La sera, infine, il tramonto sul Golfo della Thailandia è lo spettacolo quotidiano dell’isola.

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Dormire a Koh Tonsay: i bungalow sulla sabbia
Sull’isola si dorme in bungalow semplici di legno e paglia, spesso a due passi dall’acqua, con prezzi che partono da circa 10 dollari a notte. Le strutture ricettive si contano sulle dita di una mano e i comfort sono quelli essenziali: letto con zanzariera, bagno semplice e poco più. L’elettricità arriva dai generatori e per poche ore al giorno, quindi carica tutto a Kep prima di salpare.
Dormire qui è un’esperienza genuina, a metà tra il campeggio di lusso e il ritorno indietro nel tempo: la notte il cielo si riempie di stelle e l’unico rumore è il mare. Il nostro consiglio, se non ami lo stile spartano, è di visitare Koh Tonsay in giornata da Kep e tornare a dormire in città; se invece la disconnessione ti attira, una notte sull’isola ti regala il suo volto migliore, quello del mattino presto, prima dell’arrivo delle barche.

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Quando andare e consigli pratici
La finestra migliore va da novembre ad aprile, con mare calmo, cieli sereni e corse regolari delle barche. Da maggio a ottobre i monsoni rendono il mare più mosso e le piogge frequenti: l’isola resta visitabile nelle giornate buone, ma alcune barche saltano e i bungalow che chiudono fuori stagione non sono pochi. Trovi il dettaglio mese per mese nella nostra guida su quando andare in Cambogia.
Per il resto, pochi consigli concreti:
- Porta contanti in dollari: sull’isola non ci sono bancomat e i ristorantini accettano solo pagamenti in contanti.
- Il segnale mobile è debole e spesso assente: scarica le mappe e avvisa qualcuno sulla tua destinazione prima di partire.
- Prepara crema solare, repellente e acqua: l’ombra delle palme copre solo una parte della spiaggia e le zanzare si fanno sentire al tramonto.
- Se dormi sull’isola, porta una torcia elettrica: dopo il tramonto le uniche luci sono quelle dei ristorantini.
- Conferma il ritorno con il barcaiolo quando arrivi: le ultime barche per Kep partono nel tardo pomeriggio.
Koh Tonsay è la giornata perfetta da accostare a Kep e Kampot: mare, silenzio e granchio al pepe, senza spendere una fortuna né organizzare trasferimenti complicati. Se vuoi inserire l’isola nel tuo viaggio su misura, Scrivici: ti aiutiamo a costruire l’itinerario giusto.
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